Francesco De Gregori

téléchargement (3)

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.

La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.

E poi ti dicono « Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera ».

Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.

La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.

E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.

Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.

La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.

La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.

La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.

I matti vanno contenti, tra il campo e la ferrovia.
A caccia di grilli e serpenti, a caccia di grilli e serpenti.

I matti vanno contenti al guinzaglio della pazzia,
a caccia di grilli e serpenti, tra il campo e la ferrovia.

I matti non hanno più niente, intorno a loro più nessuna città,
anche se strillano chi li sente, anche se strillano che male li fa.

I matti vanno contenti, sull’orlo della normalità,
come stelle cadenti, nell’oceano della Tranquillità.

Trasportando grosse buste di plastica del peso totale del cuore,
piene di spazzatura e di silenzio, piene di freddo e rumore.

I matti non hanno il cuore…
I matti non hanno il cuore o se ce l’hanno è sprecato,
è una caverna tutta nera.

I matti ancora lì a pensare a un treno mai arrivato
e a una moglie portata via da chissà quale bufera.

I matti senza la patente per camminare,
i matti tutta la vita, dentro la notte, chiusi a chiave.

I matti vanno contenti, fermano il traffico con la mano,
poi attraversano il mattino, con l’aiuto di un fiasco di vino.

Si fermano lunghe ore, a riposare, le ossa e le ali,
le povere ossa e le ali, e dentro alle chiese ci vanno a fumare,
centinaia di sigarette davanti all’altare.

Laisser un commentaire

Entrez vos coordonnées ci-dessous ou cliquez sur une icône pour vous connecter:

Logo WordPress.com

Vous commentez à l'aide de votre compte WordPress.com. Déconnexion / Changer )

Image Twitter

Vous commentez à l'aide de votre compte Twitter. Déconnexion / Changer )

Photo Facebook

Vous commentez à l'aide de votre compte Facebook. Déconnexion / Changer )

Photo Google+

Vous commentez à l'aide de votre compte Google+. Déconnexion / Changer )

Connexion à %s